Alimentazione e cancro
Il comportamento alimentare aumenta il rischio dell'insorgenza di neoplasie, in parte per la presenza di mutageni nel cibo. Alcuni sono stati chiaramente identificati (aflatossine), mentre altri sono considerati mutageni sospetti (n-nitrosammine o amine eterocicliche). Alcuni componenti della dieta possono influenzare la cancerogenesi. I mutageni presenti nel cibo causano differenti tipi di danno al DNA (alterazioni nucleotidiche) e/o grossolane aberrazioni cromosomiche. Il rischio oncogeno alimentare è di diversi tipi. 1. QUALITATIVO: presenza negli alimenti di cancerogeni diretti o indiretti, di agenti promuoventi e di mutageni, ovvero la produzione di cancerogeni in seguito alla cottura. QUANTITATIVO: collegabile all'alimentazione. ACCIDENTALE: presenza negli alimenti di prodotti derivati da inquinamento biologico. DA CONTAMINAZIONE CHIMICA O FISICA: presenza negli alimenti di coloranti, pesticidi. Le FASI dell'ATTIVAZIONE DI UN AGENTE MUTAGENO NELLA DIETA sono: INGESTIONE: gli uomini mangiano cibo, es. carne cotta, che contiene pro-àcancerogeni che diventano altamente mutageni una volta attivati da enzimi. ATTIVAZIONE BIOLOGICA: il corpo umano cercadi eliminare i composti tossici attraverso reazioni intracellulare che portano alla formazione di metaboliti intermedi che hanno la capacità di reagire con il DNA. MUTAZIONE. PROLIFERAZIONE.
INTERAZIONI NUTRIENTI-GENI:
1)Geni coinvolti nella rimozione di ROS. L'enzima SOD protegge dalla formazione di ROS. Una mutazione del gene che lo codifica determina > probabilità di sviluppare tumore alla mammella. Un supporto con vitamine antiossidanti, al contrario, contrasta l'effetto di questa aumentata suscettibilità.
2)SILENZIAMENTO DI GENI ONCOSOPPRESSORI: può avvenire mediante metilazione di nucleotidi ricchi in sequenze CpG normalmente no metilati. Il silenziamento di questi geni è simile a quello che avviene durante lo sviluppo embrionale.
3) GENI COINVOLTI NELLA METABOLIZZAZIONE DI CANCEROGENI: l'aumentato rischio di sviluppare tumori del colon per un aumentato consumo di carne rossa (alta temperatura di cotturaproduzione di amine eterocicliche) variabile nei diversi individui può dipendere dal genotipo dei consumatori.
4) GENI COINVOLTI NELLA RISPOSTA IMMUNITARIA E NEI PROCESSI INFIAMMATORI  Una dieta povera i Zinco è associata con un maggiore rischio e severit di infezioni batteriche e parassitarie, mentre gli acidi grassi insaturi omega sei sono i precursori delle prostaglandine (mediatori di procesi infiammatori e della proliferazione cellulare).
Il RUOLO DELLA METILAZIONE nella prevenzione del processo di metilazione è importante poiché i gruppi metilici utilizzati per la metilazione del DNA sono derivati da alcuni nutrienti come i folati. Nei tumori del colon-retto è frequente l'ipometilazione di alcuni geni.
COMPOSTI CANCEROGENI NEGLI ALIMENTI: AFLATOSINA B1: l'esposizione all'aflatossina b1 chee avviene per ingestione di grano o altri cereali contaminati con la muffa di aspergillus flavus è collegata con l'insorgenza di epatocarcinomi. Essa è attivata da alcune classi di citocromi epatici e porta alla formazion di un epossido che danneggia il DNA che sintetizza per la p53. IDROCARBURI AROMATICI POLICICLICI. Formati da combustione incompleta di materiale organico (benzopirene). Causano spesso tumori a polmone, orofaringe, mammella, etc. N-Nitrisamine. Provengono da composti derivati dall'acido nitroso presenti nella dieta (es. pesce affumicato) e si formano durante l'ingestione simultanea di tali derivati e amine secondarie. Inducono tumori sia nel sito d'azione (stomaco) che a distanza.AMINE ETEROCICLICHE. si formano durante la cottura con alte temperature mediante la pirolisi di proteine, aminoacidi.
ACIDI GRASSI OMEGA TRE. Determinano una minore proliferazione cellulare delle cellule delle cripte intestinale. Il consumo di FIBRA INSOLUBILE (cellulosa, crusca: lignina, suberina, cutina) è spesso associata ad affetto protettivo anti-tumorale poiché aumenta la massa fecale e diminuisce il tempo di transito gastrointestinale (minore esposizione a cancerogeni). La fibra solubile ha effetti opposti: molti cancerogeni sono eliminati con la formazione ed screzione di derivati più idrofilici o meno tossici (coniugazione con acido glicuronico). I bateri del colon producono però glicuronidasi che agiscono rilasciando i cancerogeni coniugati con l'acido glicuronico. Alcune fibre solubili (pectina e gomma di guar) aumentano l'attività delle glicuronidasi, mentre le fibre insolubili diminuiscono l'attività dell'enzima.