| Tutte le reazioni chimiche delle nostre cellule avvengono in presenza di acqua che costituisce il mezzo in cui avvengono le reazioni metaboliche e digestive. L'acqua, infatti, trasporta alle cellule le sostanze nutritive ed allontana quelle di rifiuto.
Per tale ragione è facile comprendere come sia assolutamente errata la convinzione secondo la quale, durante una dieta dimagrante, sarebbe necessario bere di meno rispetto alle normali abitudini!
Tutt'altro! I fabbisogni idrici vanno assolutamente rispettati e solo nel caso in cui il proprio medico curante o uno specialista (ad esempio,dermatologo o nefrologo) abbiano diagnosticato la presenza di ritenzione idrica è necessario modificare le proprie abitudini di consumo di acqua in senso quantitativo (quanta acqua assumere ogni giorno) o qualitativo (che tipologia di acqua minerale scegliere).
Per ritenzione idrica si intende la tendenza a trattenere liquidi nell'organismo, ed è un fenomeno che non provoca solamente danni estetici, ma alla lunga può causare anche gravi patologie come l'insufficienza renale.
La ritenzione idrica circolatoria è caratterizzata dalla tumefazione dei tessuti molli a causa dell'accumulo di liquido extracellulare, ovvero del liquido compreso negli spazi tra le cellule. Tale liquido è normalmente drenato dalla circolazione venosa e linfatica, che ne garantiscono il ricambio, fondamentale per allontanare dalle cellule le sostanze di rifiuto dannose per le cellule e per garantire un sufficiente apporto di sostanze nutritive utili. Se si verifica una stasi della circolazione, causata dal malfunzionamento del sistema venoso e di quello linfatico, allora sopraggiunge la ritenzione idrica.
Cause della ritenzione idrica
Se non sono presenti problemi cirolatori, esistono altri fattori scatenanti la ritenzione idrica, anche se in realtà un corretto stile di vita è sufficiente, nella maggior parte dei casi, ad evitare l'insorgenza del problema anche in concomitanza di altri fattori favorenti.
La pillola contraccettiva e altri farmaci (antinfiammatori, cortisonici, terapia ormonale sostitutiva per la menopausa) sono da sempre accusati di causare seri problemi di ritenzione idrica. In realtà il ruolo dei farmaci nell'accumulo dei liquidi nell'organismo non è tale da identificarli come l'origine del problema. Nel caso specifico della pillola, la ritenzione idrica che essa può causare va da 0 a 1 Kg di aumento di peso, praticamente insignificante.
Si consideri che chi è abituato ad assumere quantità salutistiche di sodio aumenta di 1-2 kg solamente a causa di un pasto ricco di sodio: non per questo il giorno dopo davanti allo specchio noterà una differenza esteticamente penalizzante! Questo dovrebbe far riflettere tutte le donne che adottano l'alibi della ritenzione idrica per giustificare un eccesso di accumulo di grasso corporeo dovuto a una cattiva alimentazione e una eccessiva sedentarietà.
Il sodio assunto con la dieta influenza notevolmente il livello di ritenzione di liquidi.
La strategia giusta però non è quella di scegliere un'acqua povera di sodio, per due motivi.
Il primo è semplice: l'acqua non è uno degli alimenti a rischio per l'assunzione di sodio: il sodio presente in una pizza margherita è equivalente a quello contenuto in 8 litri di acqua a medio contenuto di sodio e a 40 litri di acqua oligominarale. Per questo motivo è assurdo diminuire ulteriormente la quantità di sodio contenuta nell'acqua puntando su prodotti che pubblicizzano il bassissimo contenuto di sodi, sperando che aiutino a combattere la ritenzione idrica. Anche perché, e veniamo al secondo motivo, non è vero che bere tanta acqua elimina il sodio presente nell'organismo, anzi paradossalmente bere tanta acqua iperidrata l'organismo aumentando la ritenzione idrica!
L'unico modo per evitare la ritenzione di liquidi indotta dall'eccesso di sodio è quella di assumere poco sodio, limitando l'uso di sale e di altri alimenti ad elevato contenuto di sodio ricordando che le fonti alimentari di sodio sono di due nature, una da parte del sodio contenuto nel sale da cucina aggiunto per cucinare (di cui spesso si abusa poichè aumenta l'appetibilità dei cibi), e l'altra il contenuto di sodio di alcuni alimenti: dadi da cucina, snack salati, pesci e carni conservati sotto sale, capperi, insaccati, pomodori secchi, formaggi stagionati, olive in salamoia sono solo alcuni esempi di alimenti nei quali è facile riscontrare elevate quantità di sodio. I livelli raccomandati di assunzione di sodio sono pari a 2,4 g corrispondenti a 7 g di sale (un cucchiaino raso). Solo il 10% del sodio viene ingerito tramite gli alimenti non trasformati e le bevande (il sodio naturalmente presente negli alimenti), il 36% è rappresentato dal sodio "discrezionale", ovvero dal sale che aggiungiamo durante la cottura o negli alimenti giù cotti, il restante 54% è costituito dal sodio aggiunto negli alimenti trasformati artigianalmente o industrialmente, quest'ultimo è composto al 90% da sale e dal 10% da bicarbonato, glutammato o altri sali.
Il gusto del salato è acquisito e indipendente dal fabbisogno di sodio dell'organismo, quindi un soggetto che mangia molto salato dovrebbe disintossicarsi gradualmente, riducendo gradualmente le quantità di cibi ricchi di sodio e l'uso del sale a tavola, senza per questo avere uno scadimento dell'appetibilità dei cibi.
Come combattere la ritenzione idrica
Come già accennato in precedenza, stranamente chi beve pochi alcolici, non fuma, pratica una attività fisica a livello mediamente intenso ed è in peso forma non soffre di ritenzione idrica. È ovvio quindi che nella maggior parte dei casi basta correggere lo stile di vita per risolvere il problema.
Chi vuole continuare a vivere in modo non salutistico cadrà vittima di false cure (come le acque povere di sodio), o di cure che agiscono sugli effetti e non sulle cause, come uso di diuretici, che però non fanno altro che ritardare l'insorgenza di problemi più gravi legati a uno stile di vita sbagliato (per non parlare degli effetti collaterali dei diuretici).
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