Alimentazione nell'infanzia
ALIMENTAZIONE DEL PRIMO ANNO DI VITA
Nei primi 12 mesi di vita, il bambino triplica il suo peso e cresce in altezza del 50 per cento. Questi incrementi di peso e di altezza sono gli indicatori fondamentali delle condizioni nutrizionali, vengono misurati con precisione a intervalli regolari e comparati con i grafici di crescita standard. Queste misurazioni sono strumenti importanti per tenere sotto controllo i progressi del bambino, in particolare durante i primi 6-12 mesi di vita. L'allattamento al seno a richiesta rimane la forma ideale di alimentazione per i neonati sani, nati a termine. Il latte umano fornisce un apporto nutrizionale ottimale per la crescita e lo sviluppo. Il latte materno è l'alimento naturale migliore per il lattante. Si deve ricorrere ad altri tipi di latte solo nei casi in cui non sia possibile avere adeguata quantità di latte materno (allattamento misto) o quando questo venga a mancare del tutto (allattamento artificiale). Esiste un rapporto stretto tra l'allattamento al seno e la salute della mamma e del neonato. Ne deriva che deve essere compito del medico informare, indirizzare, incoraggiare ed aiutare tale metodica considerandola un diritto sia per la mamma che per il figlio. Il latte materno adeguatamente trattato e conservato in particolari "banche" collocate nei reparti di neonatologia può essere anche donato per alimentare altri neonati che non possono ricevere quello della propria madre. I vantaggi dell'allattamento al seno sono di 3 tipi: Nutrizionali: il latte materno contiene nutrienti quantitativamente e qualitativamente ottimali per coprire come unico alimento i fabbisogni del bambino nei primi 5/6 mesi di vita favorendone la crescita e condizionando le caratteristiche fisiologiche della digestione, dell'assorbimento e del metabolismo. Protettivi: mediante il latte materno il bambino presenta migliori difese nei confronti delle infezioni da virus e batteri (infezione delle vie respiratorie superiori e inferiori, infezioni intestinali, infezioni delle vie urinarie, meningiti e sepsi), delle allergie (eczemi, asma) da alcune malattie da alterata risposta immune (diabete giovanile, morbo di Chron, retto colite ulcerosa). Psicologici: mediante l'allattamento si realizza più facilmente il rapporto madre neonato. Attaccato al seno il bambino ascolta la voce della madre, ne sente l'odore e il calore della pelle,si rilassa e la sua attività respiratoria diventa più regolare. Da canto suo la madre riceve stimolazioni somatosensoriali, avverte una profonda sensazione di benessere, si sente gratificata e realizzata. Le donne che allattano al seno hanno minore incidenza di carcinoma alla mammella, di neoplasia dell'ovaio e di osteoporosi durante la menopausa; inoltre presentano una maggiore facilità a tornare al peso pregravidico per l'alto consumo energetico dovuto alla produzione del latte. La secrezione dei capezzoli inizia con la produzione di un liquido particolare, detto colostro. Si tratta di un liquido vischioso e giallastro prodotto in scarsa quantità. È l'alimento più adatto per i primi giorni di vita perché assai nutriente (ricco di proteine, sali minerali e anticorpi). Solo dopo la montata lattea (che si verifica in genere nella 3ˆ- 5ˆ giornata) il latte materno assume i caratteri del latte definitivo (o maturo). La sua composizione non è sempre uguale ma varia a seconda delle stagioni e, nella stessa donna, a seconda dei periodi di lattazione, nel corso della giornata, da poppata a poppata, in rapporto all'età, alla dieta, ecc. Allattamento artificiale . Quando l'allattamento al seno non è possibile o non è desiderato, il bambino deve essere nutrito con appositi latti, detti «latti artificiali», ottenuti modificando sia quantitativamente che qualitativamente il latte vaccino per renderlo quanto più simile possibile al latte di donna. Spesso l'allattamento artificiale è di tipo "misto": l'alimentazione del bambino comprende cioè sia il latte materno che quello adattato. Quando una dose di latte artificiale integra la poppata al seno si parla di allattamento misto "complementare". Questo modo di allattare ha il vantaggio di garantire la stimolazione del seno a tutte le poppate: spesso questo facilita il ripristino di una adeguata secrezione lattea e può quindi ricondurre ad un allattamento esclusivo al seno. E' invece un allattamento "alternato" quello in cui si intercalano i pasti col biberon ai pasti al seno. Questo tecnica consente di calcolare la dose di latte da somministrare col biberon con più semplicità, senza dover ricorrere allo pesata del bambino (operazione per altro poco precisa ed indicativa) per valutare quanto latte ha assunto ogni volta dal seno materno. Il principio dell'autoregolazione va sempre tenuto presente, anche per il bambino nutrito artificialmente. Tuttavia nell'allattamento artificiale è utile, per orientarsi, che i genitori conoscano i quantitativi "teorici" di latte da offrire ad ogni poppata: una dose che non necessariamente il bambino dovrà comunque assumere per intero. A differenza di quanto accade nell'allattamento al seno, a seguito della minore digiribilità del latte artificiale, l'intervallo digestivo è almeno due ore e mezzo-tre fra una poppata e l'altra. In media un lattante necessita di circa 100 calorie al giorno per ogni chilo di peso corporeo e sappiamo che per fornire queste calorie occorrono circa 160 grammi di latte. Per avere allora un'indicazione di quanto latte preparare nel biberon per la poppata sarà sufficiente fare questo semplice calcolo: peso del bambino per 160, diviso il numero delle poppate giornaliere; ne ricaveremo la dose della poppata (la dose che se ne ricava indica la quantità di acqua cui va aggiunta la relativa polvere: ovviamente il volume finale ottenuto sarà superiore alla dose calcolata). Mentre il lattante nutrito al seno sfugge al controllo rigido dei quantitativi di latte assunti con le poppate, il bambino nutrito artificialmente col biberon subisce spesso pressioni perché esaurisca tutto il quantitativo di latte preparato: è un errore di chi lo alimenta, che gli fa correre seriamente il rischio di essere nutrito in eccesso e di incorrere quindi in un dannoso sovrappeso o al contrario in un conseguente ostinato rifiuto del cibo (anoressia). I primi 4-6 mesi di vita sono caratterizzati da una crescita molto rapida, in particolare del cervello, e la composizione degli aminoacidi e degli acidi grassi del latte materno è particolarmente adatta a soddisfare queste esigenze. Il latte materno contiene anche agenti antibatterici e di prevenzione delle infezioni, tra cui le immunoglobuline, che rivestono un ruolo importante per lo sviluppo del sistema immunitario. Il colostro, che è il fluido prodotto dalla ghiandola mammaria nei primi giorni dopo il parto, è ricco di proteine e ha un elevato contenuto di minerali e vitamine; contiene inoltre anticorpi, agenti di prevenzione delle infezioni, agenti antinfiammatori, fattori di crescita, enzimi e ormoni, che favoriscono la crescita e lo sviluppo. L'allattamento al seno è vivamente consigliato per ragioni fisiologiche, psicologiche ed emozionali. Non c'è motivo per non prolungarlo fino a quando non sia soddisfacente dal punto di vista nutrizionale per mamma e bambino, periodo che può arrivare fino anche ai due anni. Tuttavia, con i cambiamenti dello stile di vita e la maggior disponibilità di prodotti preparati industrialmente, si è arrivati oggi ad avere alimenti generalmente sicuri, come il latte artificiale, a condizione che vengano utilizzati attenendosi a rigorose norme igieniche. Il latte artificiale cerca di riprodurre il più possibile la composizione del latte materno e deve essere utilizzato conformemente alle linee guida stabilite dall'Unione Europea e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Per una crescita ottimale, anche i neonati alimentati artificialmente dovrebbero essere allattati su richiesta e il latte deve essere preparato seguendo scrupolosamente le istruzioni del produttore. Tutti gli strumenti utilizzati per l'allattamento devono essere sterilizzati con la massima cura per ridurre il potenziale rischio di contaminazione; i bambini alimentati artificialmente, infatti, non hanno lo stesso livello di difese immunitarie di quelli allattati al seno. L'introduzione di alimenti solidi complementari è di solito un processo graduale che dura settimane o mesi, a partire dai 6 mesi circa. Il momento esatto viene stabilito dal singolo neonato e dalla stessa mamma e riflette il fatto che il latte materno è sufficiente nei primi mesi di vita ma, man mano che il bambino cresce, non è più in grado di fornire, da solo, il nutrimento adeguato. (vedi anche Lo svezzamento) L'introduzione di alimenti integrativi intorno ai 6 mesi è importante per garantire una normale masticazione e lo sviluppo del linguaggio. Si possono aumentare gradualmente qualità, numero e varietà di alimenti solidi, seguendo il ritmo del bambino. In generale i cereali sono i primi alimenti introdotti nella dieta del neonato (mescolati con un po' di latte materno o artificiale), seguiti da passati di verdure, purea di frutta e carne omogeneizzata. L'allattamento al seno fino a 4-6 mesi diminuisce la probabilità di allergie. Gli alimenti che presentano maggiori probabilità di provocare reazioni allergiche nei soggetti sensibili, per esempio l'albume d'uovo e il pesce, sono generalmente introdotti dopo i 12 mesi. In seguito agli attuali cambiamenti dello stile di vita, gli alimenti per l'infanzia preparati industrialmente assumono un ruolo sempre più importante nella dieta del bambino e devono quindi soddisfare rigorosi standard di qualità e sicurezza. Per la loro praticità e varietà, costituiscono una valida alternativa per integrare i cibi preparati in casa. Gli alimenti per l'infanzia disponibili in commercio sono preparati con frutta, verdura e carne fresca, senza aggiunta di conservanti, in base a norme molto rigorose. Una considerazione importante relativa al primo anno di vita è la quantità di ferro introdotta con la dieta; per questo, nell'infanzia, si esegue di routine l'esame per l'anemia da carenza di ferro. L'uso di latte artificiale o cereali con aggiunta di ferro e l'inserimento di alimenti ricchi di ferro come la carne omogeneizzata, possono aiutare a prevenire il problema.