| La classificazione delle acque confezionate |
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I decreti legislativi n. 339/1999 e n. 31/2000 hanno ripartito il mercato delle acque confezionate in tre categorie: le acque minerali, di sorgente e da tavola. Acqua minerale Questa denominazione è riservata alle acque che in etichetta possono vantare la presenza di determinati minerali, anche in elevata concentrazione: abbiamo così acque ferruginose (ricche in ferro), solfate (ricche in solfati), solfuree (ricche in solfuri), ecc.
Alcune di queste acque, sotto il controllo di un medico specialista, possono essere utilizzate anche per scopi curativi. Ad esempio, le acque molto ricche in potassio, litio e magnesio hanno azione positiva sull'arteriosclerosi, perché favoriscono la dilatazione delle arterie, mentre quelle ri cche di bicarbonato aiutano a sciogliere i calcoli renali di acido urico. Non tutte le acque minerali presenti sul mercato, a dire il vero, vantano queste proprietà, che sono menzionate nel cosiddetto decreto di riconoscimento di ciascuna acqua minerale.
In relazione al valore del residuo fisso, si distinguono, pertanto, le seguenti categorie di acque minerali: 1 - minimamente mineralizzate residuo fisso minore o uguale a 0,05 g/litro;
2 - oligominerali residuo fisso maggiore di 0,05 g/litro e minore o uguale a 0,5 g/litro;
3 - minerali residuo fisso maggiore di 0,5 g/litro e minore o uguale a 1,5 g/litro;
4 - ricche di sali minerali residuo fisso maggiore di 1,5 g/litro.
Acqua di sorgente In questo caso, la denominazione è riservata all'acqua potabile imbottigliata alle migliori sorgenti, da cui proviene anche l'acqua immessa nelle reti idriche.
Le sue caratteristiche, pertanto, sono simili a quelle della comune acqua potabile prelevabile dal rubinetto di casa, ma rispetto a quest'ultima, però, l'acqua di sorgente non può essere sottoposta a trattamento con il cloro.
A differenza delle confezioni di acqua minerale, quelle con acqua di sorgente non hanno l'obbligo di riportare in etichetta la loro composizione analitica, né possono vantare applicazioni terapeutiche o anche attributi come ad esempio "minerale", "mineralizzata", "naturale". Acqua da tavola Si tratta di una denominazione riservata all'acqua imbottigliata direttamente "al rubinetto" ed eventualmente modificata con trattamenti chimico-fisici. I decreti legislativi di cui sopra, tuttavia, non prevedono una denominazione univoca dell'acqua da tavola, che può essere chiamata anche con altri termini, come ad esempio "acqua", "acqua da bere", ecc. Anche le confezioni di acqua da tavola non hanno l'obbligo di riportare in etichetta la loro composizione analitica, e nemmeno possono essere vantate applicazioni terapeutiche o attributi riservati alle acque minerali.
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