Acidi Grassi essenziali: omega tre e omega sei
I lipidi sono sostanze organiche praticamente insolubili in acqua, presenti nell'organismo umano per assolvere a tre funzioni fondamentali:
1) sono un'importante riserva energetica (1 g fornisce circa 9 kcal);
2) sono componenti fondamentali delle membrane cellulari in tutti i tessuti,
3) sono precursori di sostanze regolatrici del sistema cardiovascolare, della coagulazione del sangue, della funzione renale e del sistema immunitario.
I lipidi alimentari (olii e grassi), oltre a fornire energia, fungono da trasportatori per le vitamine liposolubili e provvedono al fabbisogno di Acidi Grassi Essenziali (AGE o EFA = Essential Fatty Acids).
Chimicamente gli acidi grassi essenziali comprendono acidi grassi poliinsaturi a 18 o più atomi di carbonio, aventi il primo doppio legame in posizione 3 o 6 a partire dal gruppo metilico della catena carboniosa. Ciò è indicato con la lettera n oppure w . Sono essenziali per l'uomo perchè questi non è in grado di introdurre doppi legami in posizione 3 o 6, mentre può "desaturare" verso l'estremità carbossilica e può inoltre allungare la catena carboniosa. Essenziali sono l'acido linoleico (18:2 omega 6) e l'acido à -linolenico (18:3 omega 3), i quali possono essere convertiti nell'organismo in altri acidi grassi poliinsaturi della serie w (omega) 6 ed w(omega) 3 rispettivamente. La conversione di acidi grassi della serie w 6 in acidi grassi della serie w 3 e viceversa non è invece possibile. Gli acidi grassi essenziali sono componenti fondamentali delle membrane che rivestono le cellule, regolano il tono della parete vascolare, garantiscono l'efficienza del sistema nervoso, affinano i riflessi. I PUFA sono i precursori degli ECOSANOIDI (C20). In particolare, dagli w6 derivano prostaglandine (mediatori chimici x febbre, risposta infiammatoria, press. Sanguigna, coagulazione, parto, riassorbimento osseo), trombossani (che aumentano l'aggregaz piastrinica) e prostacicline. Dagli w3 i leucotrieni (regolat di risposta immunitariainfiammatoria). Sono così chiamati perché l'organismo umano non riesce a sintetizzarli, per evitare i disturbi da carenza occorre, quindi, assumerli tramite il cibo. In senso ristretto due soli sono gli acidi omega essenziali, cioè non sintetizzabili dal corpo umano: l'acido alfalinolenico (omega 3) e l'acido linoleico (omega 6). Da questi due acidi grassi, attraverso complesse trasformazioni enzimatiche, ne derivano altri definiti PUFA (dall'inglese Polinsatured Fatty Acids) o "di derivazione". In particolare, dall'acido alfa-linoleico si ricavano EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico); mentre dall'acido linoleico: AA (acido arachidonico) e GLA ( acido gamma linoleico). Per ottenere questi acidi di derivazione, importanti per una buona salute, è necessario che l'organismo umano possegga un enzima, l'enzima delta 6 desaturasi, che, purtroppo, con l'avanzare dell'età tende ad essere carente. Di qui la necessità di introdurre cibi che contengano questi acidi di derivazione già formati, come: pesce, olio di pesce o di borragine, crostacei. Gli omega 3 sono contenuti soprattutto nei grassi del pesce (salmone, sgombri, acciughe ecc.) e nell'olio di pesce. Da ricordare fra gli essenziali l'acido alfalinolenico (contenuto nelle noci e negli oli di soia, di mais); l'acido eicosapentanoico (EPA) e l'acido docosaesanoico (DHA, fondamentale per la composizione dei lipidi del cervello e dei fosfolipidi delle membrane sinaptiche implicate nella trasmissione dell'impulso nervoso) sono invece non essenziali perché sintetizzati da altri acidi grassi. Le fonti naturali dell'acido linoleico e dei PUFA omega 6 sono essenzialmente vegetali: olio di mais, di soia, di noci, di girasole (che però non devono essere cotti), di oliva, di borragine. Da ricordare l'acido linoleico (è contenuto in noci, cereali, olio di mais e di girasole, legumi); da esso deriva l'acido gammalinolenico, GLA, utile nella riduzione del colesterolo, contro l'artrite reumatoide, la neuropatia diabetica e l'eczema. Gli acidi grassi poliinsaturi hanno importanti ruoli strutturali e metabolici, per lo svolgimento dei quali è opportuna l'assunzione degli acidi grassi essenziali linoleico ed à -linolenico. Come è noto i poliinsaturi sono utili nella prevenzione di dismetabolismi lipidici e dell'aterosclerosi, ma per le loro caratteristiche hanno un'aumentata necessità di protezione dalle perossidazioni. È opportuno perciò, nei casi di elevate assunzioni di acidi grassi poliinsaturi, aumentare l'apporto di tocoferoli o di altri antiossidanti. L'apporto di acidi grassi metabolicamente derivati dai suddetti AGE può risultare essenziale qualora difficoltà metaboliche condizionino la possibilità di ricavarli dai rispettivi precursori. A questo proposito occorre ricordare che le diverse famiglie di acidi grassi competono per l'utilizzazione degli stessi enzimi; in particolare la delta 6 desaturasi ha un'affinità per i diversi substrati decrescente dalla serie w 3 alla serie w 9; ciò condiziona i rapporti ottimali di assunzione specie per gli acidi grassi essenziali capostipiti delle due serie (linoleico e à -linolenico). L'attività della delta 6 desaturasi, enzima chiave del metabolismo degli acidi grassi essenziali, è influenzata negativamente da numerosi fattori quali carenze vitaminiche e minerali, squilibri ormonali, malattie croniche, digiuno, assunzione di alcool in dosi elevate. Ciò spesso comporta la necessità di un apporto anche di acidi grassi derivati metabolici come l'acido g -linolenico (18:3w 6), l'acido arachidonico (20:4w 6), l'acido eicosapentaenoico (20:5w 3) e docosaesaenoico (22:6w 3), prodotti rispettivamente del metabolismo degli acidi linoleico e à -linolenico.

FABBISOGNO DI ACIDI GRASSI ESSENZIALI IN VARIE CONDIZIONI FISIOLOGICHE

 

Se l'apporto di acidi grassi essenziali risulta importante in determinate situazioni, tuttavia le quantità da assumere non sono state ben stabilite. Non sembrano esistere stati conclamati di grave deficit nell'uomo adulto, se non in soggetti con alterati assorbimento e/o metabolismo o nei soggetti sottoposti per lunghi periodi ad alimentazione parenterale. Il fabbisogno di acidi grassi essenziali derivati può essere legato a situazioni fisiologiche come l'accrescimento, la gravidanza e l'invecchiamento o ad alterazioni metaboliche conseguenti ad eventi patologici. Gli studi fino ad ora condotti in riferimento al bisogno in acidi grassi essenziali documentano sostanzialmente due aspetti: 1) l'importanza dell'apporto di derivati a lunga catena della serie w 3 nella prevenzione delle malattie cardiocircolatorie - 2) il ruolo degli acidi g -linolenico (18:3w 6) e stearidonico (18:4w 3) nell'influenzare positivamente il metabolismo lipidico. Durante la gravidanza gli acidi grassi essenziali ed i loro derivati svolgono un ruolo importante per l'unità feto-placentare; pertanto una adeguata assunzione è importante sia nel caso di certe patologie, come l'ipertensione gravidica o la minaccia di parto prematuro sia per favorire l'accrescimento fetale. Tuttavia non sembra che il fabbisogno in acidi grassi essenziali, espresso come percento dell'energia, sia diverso da quello della donna adulta non gravida.La disponibilità di adeguate quantità di acidi grassi essenziali precursori e derivati è importante anche per la crescita e lo sviluppo del neonato . In particolare, gli acidi arachidonico e docosaesaenoico sono necessari per le strutture cerebrali e retiniche; la capacità di immagazzinamento del feto e l'approvvigionamento attraverso il latte materno nel neonato sembrano soddisfare i fabbisogni; qualche problema al riguardo può sorgere nei neonati prematuri che non hanno accumulato sufficienti riserve di tali acidi grassi e che spesso non vengono allattati al seno. Nell'anziano l'apporto di piccole quantità di 18:3w 6 e 18:4w 3 e derivati sembra influenzare positivamente l'andamento del metabolismo degli acidi grassi poliinsaturi, favorendo una sintesi più equilibrata di eicosaenoidi ed una miglior attività fisiologica delle membrane cellulari e dei sistemi enzimatici collegati.
LIVELLI ECCESSIVI E TOSSICITÀ DEGLI ACIDI GRASSI ESSENZIALI
Una eccessiva assunzione di acidi grassi poliinsaturi può provocare danni sia di tipo metabolico che funzionale (formazione di lipoperossidi potenzialmente tossici, aumentata velocità di sanguinamento, alterazione della funzione immunitaria). Si raccomanda che l'assunzione abituale di acidi grassi poliinsaturi rimanga sotto i livelli massimi così indicati : acidi grassi poliinsaturi w 3: 5% dell'energia della dieta - acidi grassi poliinsaturi totali w 3 ed w 6: 15% dell'energia della. RAPPORTO OTTIMALE: W6/W3=5:1.